Home Page del Comune Clicca per approfondimenti

Clicca per visualizzare la guida alla navigazione
 
 

TERRITORIO

 

in evidenza

 

Risorse

 

 
Sei in: - STORIA - L'etÓ moderna

L'etÓ moderna
Testi a cura del prof. Giuseppe Grossi  maggiori info autore

Il seicento vede il paese di Collelongo superare immune la famosa peste del 1656 che ridusse al minimo gli abitanti di Villa Collelongo e degli altri paesi della Marsica. E' questo il periodo in cui viene edificata, fuori dalle mura, la chiesa di S. Rocco, santo che viene proclamato patrone del paese. I francescani invece nel 1630 prendono possesso della vecchia chiesa monastica di S. Maria, ora detta Sancta Maria de Monte, e vi affiancano un loro Convento. Nello stesso secolo si inasprivano i conflitti con le universitas vicine per il possesso dei territori di confine, soprattutto con Villa Collelongo e Trasacco, problemi nati già nel cinquecento. A questi conflitti ("guerre fra poveri") antichi si aggiunsero quelli dal settecento fino al nostro secolo con i vicini centri di Balsorano, S. Vincenzo Valle Roveto, Civita d'Antino ed Ortucchio (Belmaggio 1995).
 
Nel secolo successivo, dal 1724, il marchesato passa ai Sacrati e nel 1752 ai Pignatelli che lo tennero fino al 1806, anno dell'abolizione della feudalità nel Regno di Napoli. L'ultimo feudatario di Collelongo e Villa Vallelonga fu quindi il marchese Cesare di Giovanbattista Pignatelli. Nei secoli XVII e XVIII Collelongo vede l'emergere dei ricchi latifondisti Floridi e Botticelli che, insieme ad altri professionisti come i Rossi e Fiore, furono i soli locati a potersi permettere, in forme private, la grande transumanza pastorale orizzontale verso la Puglia e la Terra di Lavoro. I loro palazzi si ergono nell'interno della cerchia muraria con considerevoli altezze, ora dimezzate dal terremoto del 1915: i Floridi edificano, in occasione del Giubileo del 1700, una cappella privata dedicata alla Madonna del Rosario, ora sede del Sacrario ai Caduti di tutte le guerre. La stessa chiesa parrocchiale è ingrandita ed abbellita nel 1746. 
 
Dal confronto con Villa Vallelonga, Collelongo sembra avere, dal XVII al XVIII secolo, una economia mista basata sia sull'agricoltura che sull'allevamento, mentre la vicina università è orientata verso una esclusiva attività pastorale (Palozzi 1982).L'ottocento vede Collelongo, ora libero Municipio, interessato dalle "vendite" carbonare e dal vasto fenomeno del brigantaggio. Nel paese era presente la vendita detta I figli di Socrate con il gran maestro Vincenzo Floridi e 35 aderenti. Intorno alla metà del secolo operavano nell'area le bande dei briganti Chiavone, Mattei e Capoccia che funestarono la Vallelonga fino al 1870 (Cianciusi 1972; Palozzi 1982). A metà del secolo la parrocchiale di Sancta Maria la nova, viene ampliata ulteriormente con l'aggiunta della terza navata laterale destra ed il campanile impostato su una torretta rompitratta delle mura. 
 
Con il prosciugamento del Fucino l'attività della transumanza entra in crisi ed anche i terreni agrari della Vallelonga perdono di competività rispetto alle nuove terre emerse. A questa crisi dei paesi di montagna si aggiunge anche l'opera distruttiva della natura con il terremoto del 1915 che distrusse i centri storici e provocò la morte di 96 persone a Villavallelonga e solo 5 a Collelongo. Al sisma si aggiunsero i morti della I e II Guerra Mondiale ed il vistoso fenomeno dell' emigrazione iniziato già sul finire dell'ottocento. Solo con l'assegnazione di parte delle terre del Fucino nel 1954 da parte dell'Ente per la valorizzazione del Fucino ha inizio un fenomeno di timida rinascita economica della Vallelonga grazie anche allo sfruttamento dei boschi ed alla presenza del Parco Nazionale d'Abruzzo. Nel 1968 iniziano i primi scavi da parte dell'Università di Pisa ad Amplero, continuati fino al 1987 ed i cui risultati scientifici furono presentati nel 1989 con la famosa mostra di Palazzo Botticelli, mostra che portò Collelongo alla ribalta del panorama archeologico italiano grazie alla presentazione del famoso letto in osso. 
 
Attualmente si tenta, fra tante difficoltà, di potenziare la presenza turistica dato l'alto potenziale ambientale e storico del territorio.
 

 
Sei in: - STORIA - L'etÓ moderna

Territorio

 
 


Team sviluppatori
| Grafica e Redazione | Copyright