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Uomini illustri
Testi a cura del prof. Giuseppe Grossi  maggiori info autore

Walter Cianciusi
Avviato fin da giovane al culto delle cose e delle parlate locali sull’esempio del padre, anche lui avvocato e appassionato di studi storici e tradizioni popolari, e salito alla ribalta regionale come d’improvviso vincendo il premio « Teramo » ’75 col poemetto Le staggiune de ji sonne, dove la giuria ha dovuto ammirare non solo « l’originale vivacità e felicita delle immagini », ma anche il « respiro » e la « sicurezza del discorso lirico ». Sono, in fondo, gli stessi pregi che si trovano nella precedente raccolta L’ora delle cose (1974), almeno nelle pagine migliori, la dove l'evocazione di cose lontane si tramuta in serena eppur dolente elegia. Che la disposizione lirico-elegiaca sia quella più congeniale a Cianciusi, lo dimostra anche il successo ottenuto al « Premio Lanciano » ’77 con i versi di « Settembre » e, soprattutto, il bel volume Parlemene d’amore (1978), uscito nella collana della « Biblioteca di cultura abruzzese » con introduzione di Giuseppe Porto. Questa ultima, francamente, ci sembra una delle opere più belle apparse in questi anni in Abruzzo: opera in cui l’esercizio della parola si fa più sorvegliato e, al tempo stesso, il sentimento si fa più penetrante nel cogliere il rapporto tra l'io e il prossimo e le cose. Ma bisogna aggiungere che Cianciusi ci riserva ancora qualche gradita sorpresa: egli infatti sta tentando, da non molto, il genere della favola in versi e i risultati ottenuti vanno ben oltre gli esempi finora conosciuti in materia, come dimostrano molti altri lavori dati alle stampe.
( Vittoriano Esposito )
 
Pasquale Cianciusi (1903-1978)
maestro elementare,una dei primi marsicani a tentare la strada del dialetto in versi, nel nostro secolo, resta ancora tutto da scoprire ufficialmente, non essendo stato pubblicato quasi nulla della sua considerevole produzione. Nel paese natio, Collelongo, ha lasciato fama di rimatore brillante, messosi in luce nelle più vari occasioni di feste e ricorrenze nella vita paesana. Dalle poche cose avute in visione noi abbiamo potuto rilevare che egli ebbe veramente l'anima i un poeta, capace di variare il registro dei suoi motivi e di saper puntare talvolta ai toni alti, anche se sotto il profilo tecnico il suo stile denuncia più di una carenza.
( Vittoriano Esposito )
 
Carmine Antonio Mancini (1824-1902)
Era figlio di un fabbro ferraio ed aiuto il padre fino all'età di 10 anni. Successivamente fu inviato a Velletri in casa dello zio paterno per iniziare gli studi. Poi continuò a studiare a Napoli dove si laureò in medicina nel 1849. Quindi scelse il suo paese nativo per esercitare la professione e successivamente divenne medico condotto ad Ortucchio, a Rocca di Cambio ed a Pescasseroli dove aiutò Donna Sipari a dare alla luce Benedetto Croce. Durante la sua professione studiò intensamente le iscrizioni italiche e romane della Marsica e Molise ed i materiali antichi venuti alla luce. Nel 1859 fu nominato Direttore degli Scavi nel distretto di Avezzano, poi Socio dell'Istituto Archeologico di Roma e dell'Accademia Pontaniana di Napoli; poi Accademico dell' Accademia Reale della stessa Napoli. Fu un polemista formidabile e dava dell'asino al famoso Francesco De Santis e rifiutò di incontrare Teodoro Mommsen. Visse in povertà ("...uomo rettissimo, dignitoso, fiero, tuttoché poverissimo", scrisse Benedetto Croce). Morì povero nel febbraio del 1902 a Napoli ed ivi fu sepolto nel cimitero dei poveri ad opera dell'Arciconfraternita dei Pellegrini. Nella Piazza della Chiesa di Collelongo una lapide ricordo segnala la sua casa natale. 
 
Francesco Sansone (1914-1986)
Di origine contadina, a causa di una caduta da cavallo divenne inabile al duro lavoro dei campi. Così trascorreva il suo tempo libero scolpendo le pietre che trovava nei pressi della sua abitazione. Il medico del paese, intuitone il talento, convinse il padre a mandarlo a Roma alla scuola di scultura del Luppi, artista che rimase meravigliato dalla capacità del Sansone di lavorare direttamente la pietra senza precedenti modelli in gesso o cera. Nella capitale realizzò, per ordine di un gerarca fascista, le Sculture del Foro Italico. Successivamente aprì una bottega a Roma dove lavorò dal 1941 fino alla sua morte. Le sue opere sono sparse in Italia e in tutto il mondo: Ritratto dello Scià di Persia in Iran; S. Rosa a Lima nel Perù; Madonna a Gerusalemme; Via Crucis a Terracina (Porto Badino); Busto di Giovanni XXIII° al Vaticano; Busto di Bonifacio IV al Pantheon di Roma.
 
Grande Angelo Vincenzo (1914-1986) 
Detto popolarmente "Zi Vincenzo" fu un contadino-pastore dotato di eccezionale intuito nella topografia archeologica, ebbe occasione di avvicinarsi all'archeologia grazie ad alcune sue scoperte di reperti ed edifici di età antica e medievale, fatte quando conduceva le greggi al pascolo sui piani e monti della Vallelonga e Marsica orientale. Le sue scoperte portarono le scuola preistorica pisana del Radmilli allo scavo delle grotte di Ortucchio e Trasacco e l'Istituto di Archeologia di Pisa di Arias e Letta allo scavo di Amplero; si deve a Lui la scoperta degli insediamenti preistorici, degli oppida e vici marsi della Vallelonga. A partire dal 1968 fino al 1980 collaborò attivamente allo scavo di Amplero come capo-operaio.

Francesco Belmaggio
Il professor Francesco Belmaggio e nato a Collelongo il 17 ottobre 1945 e, dopo essersi laureato in lettere al magistero dell'Aquila, discutendo una tesi di storia risorgimentale sul Pensiero rivoluzionario di Carlo Pisacane, l'eroe della Spigolatrice di Capri, con il prof. Franco Gaeta, ha iniziato la sua carriera scolastica di docente a Nembro in provincia di Bergamo, ultimandola alla scuola media di Trasacco, sezione Collelongo (AQ). 
 
E' ricercatore di storia con particolari interessi per l'araldica e, andando a ritroso attraverso la sua genealogia, ha individuato il capostipite mastro d'ascia comacino Ambrogio Valmaggia, poi Belmaggio, del quondam Iacobi de Arcomesio Lombardo oggi Arcumeggia in Valcuvia (Varese), giunto a Collelongo nel lontano 1600. L'individuazione toponomastica ricorda il piu famoso Martino de Biasca dal centro omonimo ticinese, cui si deve l'artistico portale della chiesa di S. Cosma e S. Damiano protettori dei medici, in Tagliacozzo centro di ducea e di accoglienza dei maestri lombardi, se nel 1666 si contavano in loco ben 60 nuclei familiari settentrionali residenti. E stato vicesindaco e presidente della Proloco di Collelongo. Già corrispondente del Mezzogiorno e del Messaggero, e membro della Deputazione abruzzese di storia patria, dell'Associazione museo delle armi antiche di Martinsicuro (Teramo) e collaboratore di storia araldica dell'organo trimestrale Provicniaoggi, edito dall'Amministrazione provinciale dell'Aquila, dove ha pubblicato la sfragistica civica e nobiliare di Avezzano, Celano, Collelongo, Lecce nei Marsi, Ortona dei Marsi, Pescina e Sante Marie. 
 
Ha dato alle stampe nel 1994 il libro di storia Collelongo nel tempo con la casa editrice Tinari di Bucchianico (Chieti); nel 1997 Storia e araldica della città di Avezzano con le Stampe litografiche LCL di Avezzano; Sotto la torre, monografia storica della torre Carlucci di Collelongo dal catalogo «5 Artisti e una torre» con le Stampe litografiche LCL di Avezzano; 1999 Muzio febonio e I'araldica nella pubblicazione della DASP: «Muzio Febonio nel IV centenario della nascita», a cura di V. Esposito e G. Morelli, ed. Colacchi, L'Aquila; «L'araldica pubblica e privata nella provincia dell'Aquila" nei Quadrni di Provinciaoggi, L'Aquila; Sante Marie e le sue frazioni nella storia, ed. Vincenzo Grossi, Tagliacozzo; Avezzano nel tempo e i suoi sindaci, ed. libreria la Sorgente di G. Pellegrini e Libreria A. Panella Snc, Avezzano, 2000. Ha ricevuto per i suoi meriti in campo culturale, l'ambita onorificenza dell'Ordine cavalleresco di S. Casimiro sorto in sostituzione dello Speron d'Oro per aver valorizzato l'archivio Diocesano dei Marsi, oltre all'ordine cavalleresco di S. Casimiro re e confessore, patrono della Lituania e della Polonia. 
 
E' in procinto di ottenere l'ordine del S. Sepolcro o di Gerusalemme. E stato incaricato, come esperto di araldica, dell'iter di riconoscimento del titolo di città dei centri aquilani di Avezzano, Sulmona, Celano, Pescina, dei centri teramani di Alba Adriatica, Silvi, Pineto, Martinsicuro e di Altavilla Silentina (SA), Artena (RM), Cave (RM); dei riconoscimenti legali degli stemmi e gonfaloni dei centri aquilani di Aielli, Avezzano, Balsorano, Barisciano, Campo di Giove, Campotosto, Capistrello, Cerchio, Collarmele, Fontecchio, Gagliano Aterno, Introdacqua, Lecce dei Marsi, Luco dei Marsi, Magliano dei Marsi, Morino, Oricola, Ortona dei Marsi, Ortucchio, Ovindoli, Pescina, Rocca di Botte, Rocca di Cambio, Rocca Pia, Rocca di Mezzo, San Pio delle Camere, Sante Marie, San Vincenzo Valle Roveto, Scurcola Marsicana, Sulmona, Trasacco, Villavallelonga, di Altavilla Silentina (SA), Arsita (TE), Artena (RM), Belmonte in Sabina (RI), Camerata Nuova (RM), Castroregio (CS), Cave (RM), Cercemaggiore (CB), Civitaluparella (CH), Ielsi (CB), Perano (CH), Torre di Ruggiero (CZ), Torricella in Sabina (RI), Villalba (CL), della comunita Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli con sede a Barisciano (AQ), della Comunità Montana Sirentina con sede a Secinaro (AQ) e della Comunita Montana della Valle del Giovenco con sede a Pescina (AQ). E consulente tecnico della casa araldica SERPONE e COMPANY di NAPOLI.
 
Attualmente sta curando una monografia storica, religiosa, artistica e genealogica su COLLELONGO. 
 
Altri personaggi famosi di Collelongo sono:
Nella politica italiana ed estera - Ottaviano Del Turco e Tark Lombardi (Senatore USA);
Nella moda - Elvira Gramano; 
Nello spettacolo - Carmine Cianfarani; 
Nell'arte - Luciano Ventrone (è residente a Collelongo anche se non nativo)

 

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